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Negli ultimi anni, la tecnologia della cinghia a bagno d'olio ha suscitato un acceso dibattito tra appassionati e professionisti del settore automotive. Questa soluzione ingegneristica è stata introdotta per ridurre gli attriti interni nei motori, migliorare l'efficienza dei consumi e garantire un funzionamento più silenzioso. Tuttavia, ha sollevato preoccupazioni riguardanti l'affidabilità, in particolare per il rischio di deterioramento precoce della gomma, che può ostruire il pescante della pompa dell'olio, causando gravi danni al motore.
È importante fare chiarezza su quali motori utilizzano effettivamente questa tecnologia e in quale configurazione. Non tutti i propulsori che impiegano l'olio per la lubrificazione della cinghia lo fanno per il sistema di distribuzione principale, che regola gli alberi a camme e il sincronismo delle valvole. Infatti, molti motori adottano la cinghia a bagno d'olio solo per la pompa dell'olio, mantenendo una distribuzione tradizionale a secco o a catena.
Tra i motori che utilizzano la cinghia principale a bagno d'olio, spicca il 1.2 PureTech del Gruppo PSA/Stellantis. Questo motore, montato su diversi modelli Peugeot, Citroën, Opel e DS, ha fatto molto discutere per la sua affidabilità, specialmente nelle versioni aspirate e turbo fino alla seconda generazione. È importante notare che la terza generazione, dotata di tecnologia Mild Hybrid a 48V, ha adottato una catena di distribuzione, abbandonando la cinghia.
Un altro esempio è il motore 1.0 EcoBoost di Ford, il celebre tre cilindri "Fox", che ha utilizzato la distribuzione a bagno d'olio dal suo debutto nel 2012 fino al 2019/2020, quando sono state introdotte le versioni elettrificate e il motore è stato riprogettato con una catena di distribuzione. Anche il 1.0 VTEC Turbo di Honda, presente sulla Civic di decima generazione, adotta una cinghia di distribuzione immersa nell'olio, evidenziando come questa tecnologia sia stata adottata da diversi costruttori.
D'altro canto, esistono motori che utilizzano la cinghia a bagno d'olio esclusivamente per la pompa dell'olio, mantenendo una distribuzione principale tradizionale. Tra questi, i motori 1.0 e 1.4 TSI (EA211) e 1.6/2.0 TDI (EA288) del Gruppo Volkswagen, che hanno una cinghia di distribuzione a secco e lunga durata, con intervalli di sostituzione che superano spesso i 210.000 km. Similmente, il motore 1.5 EcoBoost di Ford e il 1.2 Turbo di Opel utilizzano una catena di distribuzione, mentre la tecnologia a bagno d'olio è limitata alla pompa del lubrificante.
Ci sono anche casi particolari, come il Ford 1.8 TDCi, dove il sistema di distribuzione è diviso: la parte superiore utilizza una cinghia a secco, mentre la parte inferiore, racchiusa nel carter, è mossa da una cinghia a bagno d'olio. Anche nei modelli Citroën C1 e Peugeot 108, solo le rare versioni con il motore 1.2 aspirato presentano la tecnologia del PureTech; la maggior parte di questi veicoli monta un motore 1.0 giapponese dotato di distribuzione a catena.
Per i proprietari di veicoli con motori a bagno d'olio, è fondamentale seguire una manutenzione rigorosa. È essenziale utilizzare esclusivamente l'olio motore con le specifiche richieste dal costruttore, poiché gli additivi di oli non conformi possono danneggiare la gomma. Inoltre, è cruciale non prolungare i tempi o i chilometraggi previsti per i tagliandi, per evitare problemi legati all'affidabilità e alla durata dei componenti in gomma.
Cosa significa per il mercato italiano
In Italia, la tecnologia della cinghia a bagno d'olio nei motori rappresenta un tema di crescente interesse tra i consumatori e i professionisti del settore automotive. La scelta dei costruttori di adottare questa soluzione ingegneristica, come nel caso del motore 1.2 PureTech del Gruppo PSA/Stellantis, influisce sulle decisioni d'acquisto dei clienti, che valutano l'affidabilità e i costi di manutenzione a lungo termine. Inoltre, la presenza di motori con configurazioni diverse, come quelli del Gruppo Volkswagen, evidenzia la varietà di offerte disponibili sul mercato, rendendo necessaria una maggiore informazione per i consumatori. La normativa sulla sostenibilità e l'evoluzione delle tecnologie di motorizzazione, come l'elettrificazione, stanno ulteriormente plasmando le preferenze degli automobilisti italiani, che sono sempre più attenti all'efficienza e all'affidabilità dei propulsori.
